Il coperchio della cassetta della posta è alzato. Lo noto mentre scarico le buste della spesa dall'auto. Sono le 11; il postino, nel suo giro, passa a casa mia sempre verso mezzogiorno. Sbircio ed intravedo l'indirizzo del mittente: ci risiamo. La busta è indirizzata a me, il mittente è mio zio e risalta la scritta RACCOMANDATA A:R:. La faccenda puzza e la mia intelligenza dà i primi segnali d'insofferenza: comincia a sentirsi offesa.
La lettera è delirante e piena zeppa di errori di grammaticali e di sintassi; sono un maniaco compulsivo e mi trattengo a stento dall'appallottolarla.
Vengo definito povero nulla, senza coglioni, Brillante nullità, mente malata... pensare che ho faticato così tanto a trovare un nick che non fosse già stato assegnato.
Bla bla bla ti ho parlato con la più ampia disponibilità, con umanità bla bla bla. Pare che ragione, intelligenza e correttezza io non sappia neppure che siano scritte nel vocabolario. Bla bla bla è giunto il giorno che ti inchioderò, costi quel che costi, ed io sarò davanti a te stai certo che non scapperai. Vuoi denunciarmi? Fallo bla bla bla Ma ti dirò di più io metto in gioco la mia vita per restituirvi le vostre ignobili cattiverie bla bla bla. Non dimentica di rimproverarmi per le foto (che biricchino che sono).
Arrivo alla fine e, sorpresa sorpresa, non è firmata. Che abbia dimenticato i coglioni proprio sul più bello?
Masters of war, Bob Dylan, 1963 (estratto)
...avete causato la peggior paura che mai possa spargersi, paura di portare figli in questo mondo. e poichè minacciate il mio bambino, non nato e senza nome, voi non valete il sangue che scorre nelle vostre vene... voglio farvi una domanda: il vostro denaro vale così tanto? vi comprerà il perdono? pensate che potrebbe? io penso che scoprirete, quando la morte esigerà il pedaggio, che tutti i soldi che avete accumulato non serviranno a ricomprarvi l'anima. e spero che moriate, e che la vostra morte venga presto. seguirò la vostra bara, un pallido pomeriggio, e guarderò mentre vi calano giù nella fossa, e starò sulla vostra tomba finchè non sarò sicuro che siete morti.
Homo Homini Lupus. Plauto la sapeva lunga ed Hobbes ne ha fatto tesoro.
La sua teoria dello stato di natura è sempre attuale e presente, ben inserita nel moderno ed auspicato stato di diritto. La condizione dell'uomo teorizzata da Hobbes si rinnova di generazione in generazione, muta e si rinforza, si ciba dell'opulenza e si sottrae al progresso. L'uomo brama ciò che non gli appartiene, si nutre con l'invidia e si veste con la presunzione. Calpesta i diritti altrui e si giustifica con l'arroganza.
La violenza è ovunque, e il suo nome è Legione. E' un delirio di potenza che si rigenera all'infinito. Ferisce il corpo e l'anima. Di ognuno di noi, dell'umanità intera.
La violenza ci umilia tutti.
Oggi sono stato minacciato. Era già successo in passato ma velatamente, stamani c'è stata una decisa escalation. Mi aspetta fuori di casa, in auto, di fronte al cancello. Dalle 6, mi ha detto. Esco per sentire cosa vuole; io in giardino lui in strada. Le foto, nuovamente. Gli faccio notare che le date per ritirare le foto ed il resto sono state già comunicate dal mio al loro avvocato: oggi non rientra nella lista dei giorni papabili. Argomento chiuso.
Non se ne fa un cazzo delle date, dice: si scalda. Ok, ribatto, ti vengo incontro, faccio un strappo, te le vado a prendere. Lui s'indigna: non crederò mica di dargli le foto in un sacchetto, attraverso il cancello. In realtà lo credevo, non avevo una scatola sottomano. Sembra offeso, ma io non vedo dove sia il problema: vuole le foto ed io sono disposto a dargliele. Attraverso il cancello: non trattabile, prendere o lasciare. Nelle date concordate possono entrare in casa, alla presenza di un testimone ed inventariando gli oggetti che si portano via; questo hanno deciso gli avvocati.Oggi no. Lui lascia.
Farfuglia ed alza i toni della sua discussione. Io lo guardo a braccia conserte: sembro un capo indiano, peccato per il copricapo di piume. Dice che aspetterà sotto casa ogni giorno, che prima o poi io e mia madre dovremo uscire. E' una minaccia? chiedo io: sì, ribatte lui. Ah! Vuole le foto ma non vuole che gliele dia. Mi chiede con quale diritto me le tengo, che a lui basta anche una copia. Evidentemente difetto di comunicazione...
Come ti sentiresti se investissi tua madre con l'auto?, mi chiede. Come ti sentiresti se ti strappassi il cuore a mani nude?, penso ma non dico. Bravo, gli faccio notare, così so da chi venire. Dice di non avere paura di andare in galera, che è pronto a ripetere le frasi davanti ai carabinieri. Il mio eroe...
Il locale che gestisce è frequentato da persone a cui ha fatto molti favori; se decidessero di entrare in casa non ce ne accorgeremmo neppure (il solito vigliacco)... probabile sia inserito nel giro dei ninja. Non è bello vivere nel terrore, mi fa notare. Ma lui è mio zio, non un replicante.
Dismetto gli atteggiamenti da Toro Seduto e mi calo nella parte di Gandhi. Lo tranquillizzo e gli prospetto la possibilità di un più ampio accordo: se ne va.
Espiro forte. Ribollo ma non tremo: non ho paura.
Non ha capito che se dovesse mettere in atto una qualsiasi delle sue minnacce non avrà mai le foto...